UNA "CONFESSIONE"Una dozzina di anni fa, passando davanti alla vetrina di una libreria della mia città, rimasi colpito dal titolo di un libretto colà esposto:
TARDI TI HO AMATOEra un'antologia di brani scelti di Sant'Agostino da Ippona: comprai il libercolo, costava caruccio, L. 18.000 del 1997.
Bello, interessante: vi sono narrate, naturalmente in forma poetica, le tappe principali del percorso formativo della conversione al Cristianesimo del Santo; i suoi dubbi, le sue certezze, i suoi tormenti e la sua Fede.
Fino, appunto, ad arrivare al
clou, a quel
"Tardi ti ho amato" che tanto mi aveva intrigato.
"Tardi" abbiamo amato tanto, io che sono quasi sessantenne e che dalla mia vita posso trarre, ormai, qualche bilancio, posso dire che "Tardi" ho amato troppe cose. Tra le quali, anche il gusto ed il sapore della "Classicità", che quand'era il tempo dei miei "anni verdi", avevo disprezzato, trovandolo noioso e stantìo.
Avevo torto. Anche per questo sono entrato in questa "Domus"; per ritrovare quel sapore e, per quanto possibile, per recuperare, almeno in piccola parte, il tempo perduto.
Vi faccio dono ora di quella lirica, anche se molti di voi probabilmente la conosceranno già. Rinfrescarsi la memoria, dopotutto, fa sempre un gran bene:
S. Agostino: Le confessioni; 10; 27
Tardi ti ho amato, Bellezza
tanto antica e tanto nuova;
tardi ti ho amato!
Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori,
Lì ti cercavo.
Deforme mi gettavo
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te
le tue creature, inesistenti
se non esistessero in te.
Tu mi hai chiamato
e il tuo grido ha vinto la mia sordità;
tu hai brillato
e la tua luce ha vinto la mia cecità;
hai diffuso il tuo profumo
e io l'ho respirato, e ora anelo a te;
ti ho gustato e ora ho fame e sete di te;
mi hai toccato e ora ardo
dal desiderio della tua pace.Agostino intendeva parlare naturalmente di un'altra "Bellezza" assoluta, quella Divina, ma se ci pensiamo bene, le "bellezze", con la "b" minuscola, molto più modeste e alla portata di tutti possono essere anche tante altre:
Questa "Domus", per esempio.
Avete atque valete
Parva suburbani munuscula mittimus horti...
(Ti mando i poveri doni del mio orto fuori città)
[Marziale; VII, XLIX]

Jeohanan